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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

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  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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la riscossa degli asini!

Faticatori instancabili e silenziosi esecutori degli ordini impartiti dall’uomo, gli asini, sulla scorta di luoghi comuni ben radicati nell’immaginario collettivo, non godono di grande considerazione allorché vengono chiamati in causa per la loro (presunta) scarsa intelligenza. Eppure, agli albori del nuovo decennio, l’assunto secondo il quale questi “parenti meno nobili” dei cavalli abbiano poco sale in zucca comincia progressivamente a vacillare. Gli studi condotti negli ultimi anni dagli etologi, infatti, convergono in un’unica direzione, vale a dire quella secondo cui “asino” sia tutt’altro che sinonimo di “somaro”. Le dimostrazioni empiriche a sostegno di questa tesi non mancano. Le più significative sono quelle legate agli ottimi risultati ottenuti dall’onoterapia, un tipo di pet-therapy, diffuso in Francia, Stati Uniti e Svizzera, e da qualche tempo attuato anche in Italia, che fa leva proprio sull’impiego degli asini. Si tratta di un metodo di cura “attivo”, che si rivolge, in genere, a pazienti che soffrono di disturbi della personalità e, più in particolare, a cardiopatici e ipertesi, handicappati motori, bambini e anziani, malati psichiatrici e tossicodipendenti, detenuti, sieropositivi, audiolesi, non vedenti, persone con problemi di ansia, stress, solitudine, accettazione e disarmonia emotiva. L’onoterapia sfrutta alcune caratteristiche tipiche dell’asino, come la taglia ridotta, la pazienza, la morbidezza al tatto, la lentezza di movimento e la tendenza ad andature monotone, per entrare in comunicazione con il soggetto in cura attraverso il sistema animale-utente-operatore. Malgrado i miglioramenti riscontrati dai terapeuti nei pazienti, ad oggi, l’onoterapia, non è ancora riconosciuta dalla comunità scientifica. I risultati fin qui conseguiti, tuttavia, non possono che indurre all’ottimismo. In attesa, quindi, della piena consacrazione da parte della “medicina ufficiale”, per gli asini, è comunque già arrivato il momento della riscossa!

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