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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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Compleanno di Pinocchio 2010

Compleanno di Pinocchio 2010 è un concorso che si rivolge alle scuole italiane di ogni ordine e grado dalla materna alle medie superiori. La Fondazione Nazionale Carlo Collodi desidera stimolare la ricerca, la riflessione e l’espressività di studenti ed insegnanti sul personaggio per ragazzi più famoso del mondo: Pinocchio. Con Pinocchio ed il suo libro gli italiani hanno imparato l’italiano: per decenni è stato non solo amato e popolare – come è ancora adesso – ma a volte l’unico libro presente in molte case. Gli italiani non hanno costruito la propria unità solo grazie a Pinocchio, naturalmente: molti fattori – sociali, tecnologici, economici – hanno accompagnato il nostro Paese e i suoi cittadini verso la costruzione di uno Stato unitario, di cui nel 2011 si celebra il 150° anniversario.Il tema del concorso per il 2010 è dunque: “Con Pinocchio attraverso l’Italia Unita- Viaggiatori nel tempo”.

Segreteria e informazioni:  

Fondazione Nazionale Carlo Collodi, Via Pasquinelli 6, 51014 COLLODI PT, tel. 0572 429613, fax 0572 429614, e-mail fondazione@pinocchio.it

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le bugie sono di due tipi…

Le bugie sono di 2 tipi quelle con le gambe corte e quelle con il naso lungo. Le tue, Pinocchio, sono per l’appunto quelle con il naso lungo. 
                       Fata Turchina, Pinocchio, Collodi

bimbi e bugie

I bambini molto piccoli (fino ai 4 anni) non dicono mai bugie. Ciò non significa che non mentano, ma semplicemente che, nel loro caso, non è possibile parlare di menzogne nel senso stretto della parola. La bugia, infatti, implica che la persona che la racconta conosca la differenza tra verità e finzione e decida deliberatamente di dar rilievo alla seconda piuttosto che alla prima. Un bimbo di 2 anni, perciò, potrebbe dire una frottola senza neppure rendersene conto, convinto che quello che ha detto sia vero. 

È a partire dai 4 anni, sostengono gli esperti e gli studiosi dell’età evolutiva, che i bambini cominciano a comprendere la differenza tra fantasia e realtà ed è proprio a partire da questa età che i piccoli iniziano ad affinare la tecnica del raccontare bugie, il più delle volte per sfuggire a una punizione o sottrarsi a una ramanzina. È fondamentale, quindi, in questa fase della crescita, spiegare ad un bimbo che mente che le bugie non vanno raccontate: bugiardi non si nasce, ma lo si diventa!

C’è, però, da dire che per un fanciullo così piccolo “bugia” non è solo quella raccontata da lui alla mamma o al papà, ma qualunque cosa venga detta e poi non mantenuta nella realtà dei fatti. È per questo motivo che, in questo periodo, è essenziale non dire al bambino cose che poi, di fatto, non potrebbero trovare riscontro nella vita quotidiana, per non istillargli l’idea che a mentire sono tanto i piccoli quanto gli adulti e che la bugia sia un tramite di comunicazione valido come un altro, ossia quello della verità.