• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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Omino Biscottino

In un recipiente mescolare:   

3 tazze di farina, 
1 pizzico di sale 
1cucchiaio di lievito, 
1 cucchiaio di zenzero 
1 cucchiaino di cannella 
1 cucchiaino di chiodi garofano macinati 
1 cucchiaino noce moscata grattugiata. 

In un altro recipiente mescolare 

12 cucchiai di burro, 
¾ tazza di zucchero di canna, 
1 uovo 

Mescolare gli ingredienti fino ad avere una crema morbida, quindi aggiungere 

½ tazza di melassa 
1 cucchiaio di vaniglia.

 
   
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pronto soccorso per peluches

Nel parco dello Zoo di Napoli è stato aperto un Pronto Soccorso per animali in peluche. Scopo del pronto soccorso non è solo riparare i pupazzetti dei bambini, ma insegnare ai piccoli a recuperare e riutilizzare i giochi rotti. Inoltre, dopo aver superato un piccolo test, ai bimbi viene anche rilasciato un attestato di “Amante degli animali” con allegate le dieci regole dell’animalista. Il progetto, ideato dall’associazione Watchdog (che vigila sul benessere degli animali dello zoo), si avvale dell’aiuto dello storico (lavora dal 1800) Ospedale delle bambole di Tiziana Grassi. Di Ospedali o Cliniche delle bambole ne sono rimasti ben pochi in Italia. Le bambole presenti sul mercato negli ultimi anni sono infatti pensate per essere buttate e non ricostruite. Una mentalità che oggi si applica praticamente a tutto ciò che compriamo e che noi adulti per primi dovremmo cominciare a mettere in discussione.

seicento tate

Il memorialista Saint Simon racconta che tutte le mattine, durante il rito del Lever du Roi, la nutrice del re Luigi XIV era la prima a entrare nella sua stanza e “andava a dargli un bacio mentre era ancora a letto”. La nutrice si chiamava Pierrette Du Four e onorò costantemente l’impegno fino al 1685, quando il sovrano aveva 50 anni.

Vale la pena ricordare l’importanza delle migliaia di donne che per secoli si sostituirono alle madri naturali, anche dei re, nell’allevamento dei figli. Nel Seicento le donne aristocratiche e le ricche borghesi non allattavano, ma sceglievano una donna del popolo che prendeva in custodia i loro figli. Dopo lo svezzamento, in moltissimi casi la nutrice continuava a occuparsi dei bambini per diversi anni.

La Chiesa e i medici consideravano dannosa questa usanza e si battevano per modificarla. Già nel 1573 Ambrosie Parè scriveva: “Il latte della madre sarà migliore di qualsiasi altro, perché è più simile alla sostanza di cui il bambino si è nutrito nel ventre della madre.” Ciò nonostante la consuetudine era dura da estirpare, e ogni anno si potevano contare migliaia di annunci richiedenti nutrici che si sostituissero alle madri naturali. Fu solo dalla Rivoluzione Francese in poi che le nutrici cominciarono lentamente a diminuire, ma l’usanza proseguì fino agli inizi del Novecento. Per questo è interessante indagare i motivi di un tale radicamento…