• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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Ti conosco mascherina!

Pare che la più antica fra le maschere sia Arlecchino, originario di Bergamo. Nel secolo XVI da Venezia venne la maschera di Pantalone e da Napoli Pulcinella, seguiti dal Dottor Balanzone di Bologna. Gli altri famosi personaggi del Carnevale italiano vengono da Torino (Gianduia), da Firenze (Stenterello), da Bergamo ancora (Brighella) e da Venezia il personaggio femminile più famoso che è Colombina.

L’espressione “Ti conosco, mascherina!”, che oggi significa che nonostante le apparenze non ci siamo fatti ingannare, ha origini antiche e risale al Medio Evo, quando grazie al travestimento, nel periodo di Carnevale, il popolo aveva l’occasione di rovesciare i ruoli, anche se solo per qualche giorno e per gioco, della rigida società del tempo. Una volta, infatti, il travestimento aveva uno scopo ben preciso che oggi è andato perduto: nascondendosi dietro ad una maschera e celando in questo modo la propria identità, ciascuno aveva la possibilità di comportarsi come meglio credeva e, soprattutto, come non avrebbe mai avuto il coraggio di comportarsi a viso scoperto.

Carnevali Siciliani: Acireale, Sciacca, Termini, Cinisi, Balestrate…

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Leggendo qua e la…

La balia è una persona di servizio che accudisce un neonato provvedendo anche al suo allattamento; la balia asciutta è invece chi accudisce uno o più neonati senza allattarli.

Fino agli inizi del Novecento era uso invalso nelle classi agiate o nei casi di necessità di affidare il neonato ad un’altra puerpera, scelta spesso tra i familiari di personale di servizio o tra i propri contadini, affinché provvedesse all’allattamento insieme al proprio figlio; la balia doveva essere sana e robusta per assicurare la capacità di allattare entrambi i neonati e per evitare la trasmissione di malattie. Questa pratica era dovuta, oltre ai casi di necessità quali il decesso della madre per cause inerenti al parto, alla scelta di sollevare la madre dalle incombenze e gravami dell’allattamento, per esigenze sociali, di salute o estetiche. Spesso si venivano a creare forti legami affettivi tra l’infante, la balia e il fratello di latte che potevano anche proseguire nel tempo. Nel diritto islamico la parentela di latte è parificata con quella di sangue, creando tra l’altro una compiuta vocazione ereditaria fra fratelli di latte. La pratica è stata via via superata grazie all’emancipazione delle classi subordinate e per l’affermarsi dell’allattamento con latte artificiale.

San Valentino con Save the children

Save the children organizza la Lista dei desideri per San Valentino. Con un click tutti gli innamorati possono dire “Ti Amo” regalando un sorriso a un bambino dall’altra parte del mondo. Andando sul sito www.savethechildren.it si può scegliere tra i 22 regali messi a disposizione ed effettuare on-line la donazione corrispondente.
 Oltre allo Yak, il dono simbolo dell’iniziativa è possibile scegliere un set di pronto soccorso, un’aula scolastica, sei caprette e altri doni solidali che andranno a sostenere i progetti di Save the Children nel mondo.
Scegliendo uno tra i numerosi regali online, la persona cui si desidera offrirlo sarà gratificata ricevendo una cartolina quale simbolo di un dono che migliora la vita di un bambino nel mondo, mentre concretamente si farà una donazione a beneficio dei bambini delle aree in cui Save the Children lavora.
E se il regalo è last-minute, verrà inviata una e-card, versione moderna delle “Valentine”, le tradizionali cartoline americane per dire “ti voglio bene”.

La merenda

Il momento della merenda è un momento molto apprezzato da tutti i bambini. E’ importante però dare alla merenda il giusto valore: non deve essere solo un “riempitivo”, ma un vero e proprio minipasto, prevedendo scelte diverse a seconda delle situazioni, dell’età e dei gusti del bambino. Al di là dei gusti e dell’età però una merenda per essere buona deve avere caratteristiche nutrizionali ben precise. E voi che merenda date al vostro bambino?

In Francia il ministro della Salute ha invitato i supermercati francesi a eliminare caramelle, cioccolatini e altri snack dolci e salati dagli scaffali situati in prossimità delle casse. I primi ad aver aderito sono i Leclerc. L’idea scaturisce da un dato inconfondibile secondo cui l’82% dei prodotti esposti nei punti strategici dei supermercati, rientrano nella categoria del cibo fortemente sconsigliato dai nutrizionisti. Il Ministro ha anche chiesto alle aziende di non trasmettere spot televisivi di prodotti troppo zucche

rati o troppo grassi durante programmi destinati ai bambini. Anche in questo caso secondo le statistiche l’87% della pubblicità alimentare riguarda prodotti sconsigliati dai nutrizionisti. Sulla campagne pubblicitarie hanno già aderito aziende come Ferrero, Mc Donald’s, Coca-Cola, Orangina-Schweppes e persino il Sindacato del cioccolato.

Le torte illustrate in questo articolo sono creazioni di Maria Salvato